What’s App per organizzare gruppi di lavoro: Audi Chef’s Cup 2015

L’ idea è di Maurizio Baldi: un nutrito curriculum da team manager con trascorsi in Formula 1 e un presente anche come consulente nel campo eventi automotive.maurizio baldi

La sfida è ottimizzare al massimo il servizio di Courtesy Car organizzato da AUDI per gli ospiti e sponsor alla chef’s cup 2015

La Chef’s Cup raduna i migliori cuochi stellati in Val Badia per una settimana con incontri, esibizioni , ated evtività ricreative ed eventi legati alla cucina di altissimo livello.  Le attività sono sparse nelle varie località attorno a La Villa e non è uno scherzo, coordinare gli oltre venti driver messi a disposizione da Audi per gli spostamenti.Quante emozioni con l'invasione dei Quattro Anelli in Val Badia

L’idea è di utilizzare what’s app, applicazione (quasi) gratuita presente ormai su ogni smartphone e quindi in dotazione a tutti. Il risultato è strabiliante all’altezza di ben più costose applicazioni  dedicate.Whats app come sistema gruppi

I driver riuniti in un semplice gruppo, in ogni momento possono segnalare la posizione e interagire tra di loro e con il coordinamento. Il team riesce a raggiungere l’appuntamento con l’auto più vicina ma non solo: viaggiano sulla app anche le informazioni utili e un feedback immediato per rispondere in tempo reale agli organizzatori della manifestazione.,,,, ma non solo, riduzione drastica delle comunicazioni telefoniche e riduzione dei viaggi a vuoto per raggiungere le posizioni predefinte.

Il risultato è stato un successo anche nelle dinamiche umane: il sistema trasparente e collaborativo per default ha contribuito ad amplificare la propensione alla collaborazione tra i colleghi, migliorando l’atmosfera lavorativa e il rendimento dei singoli.

Un esperimento interessante che si presta anche a miglioramenti e sviluppi futuri, ad esempio utilizzando la recentissima What’s App Web ovvero la possibilità di visualizzare l’applicazione anche su Tablet e Notebook. Manchere bbe solo l’opportunità di visualizzare contemporaneamente le posizioni su un’unica mappa di Google Maps ….. la ciliegina sulla torta, per rimanere in tema di alta cucina e pasticceria.

Social Network: la bolla sta scoppiando?

Non parlo solo di bolla finanziaria ma anche di punto morto superiore dovuto a stanchezza e limite fisico degli utenti.
E’ appena successo con l’edilizia e ricorrentemente accade in tanti settori in espansione: il sistema finanziario ed economico “ha fatto leva” ed ha creato offerta superiore alla domanda con dinamiche di prezzi e costi crescenti con il risultato di creare bolle che inevitabilmente scoppiano, creando problemi che il privato non sa (e non vuole) più gestire, invocando l’aiuto dal “sistema dei sistemi” ovvero il salvataggio pubblico.
Il social network sta seguendo esattamente queste dinamiche…. ed è sotto gli occhi di tutti la ricerca spasmodica di “azioni” atte a produrre la materia prima per vendere pubblicità ovvero le famigerate impressions …. ma l’utente è unico, e premesso che non può passare la giornata sui social e a cercare beni e servizi se non quelli necessari, subentra una saturazione da messaggi e “call to action” che ne “chiude” il cervello e lo rende sempre più impermeabile generando una sorta di saturazione simile al rifiuto del cibo per un anoressico.
Tra l’umorismo e il ridicolo, si inseriscono le congratulazioni e i festeggiamenti di Linkedin.
Indisponente il cambio di logaritmi della visualizzazione delle notizie attuato da Facebook per inserire più pubblicità.
Commovente il tentativo di Google di far partire il social Google+, in crescita, ma in realtà utilizzato da tutti i SEO per cercare di spillare qualche clic in più tra i misteri dei logaritmi di Google.
Emblematico l’accordo tra Twitter e IBM per inventarsi qualcosa di nuovo visto che Twitter è sempre più relegato a utile e poco dispendioso accessorio al servizio dei media tradizionali come TV e Carta stampata o dell’informazione su web.
A scendere, nella classifica che rispecchia le dimensioni del business a Wall Street, i tentativi di carpire numeri di telefono e account da parte di Microsoft, e tutti i vari tentativi di creare appendici “Social” su foto video e qualsiasi servizio offerto su web.
Qualcuno in realtà con un discreto successo come Pinterest o Instagram per le foto, ma è simbolico il successo di What’s App, la cui chiave sta proprio nella creazione di un network privato e reale, quindi immune da tutto quanto esposto sopra.
In tutto questo panorama di bombardamento globale si inserisce una sempre minore efficacia di Banner, video ed altri strumenti di visualizzazione dell’ ADV su web, tradotta in pratica nei primi profit warning della storia di Google.
Non so se è tardi per tornare indietro, e soprattutto se il sistema riesca a rientrare in logiche umane che lascino spazio al “poco ma buono”, e se questo sia in grado di sostenere mirabolanti business plan e gli investimenti già fatti, qualche bel ridimensionamento è alle porte….

L’ ANGOLO DEL DIETROLOGO.

Viene spontaneo chiedersi chi c’è dietro veramente a questa rivoluzione del web: personalmente credo poco alle figure mitiche come Larry Page, Marck Zuckerberg etc….. i veri protagonisti e decisori sono chi ha l’interesse principale di raccogliere qualsiasi tipo di informazione su scala globale, non serve fare nomi …. i mezzi ingenti e altri fattori di pressione necessari a far partire questi progetti, rivelano una regia con poteri che vanno oltre Wall Street e Silicon Valley,  se poi si riesce anche a finanziare il tutto con il mercato globale, che volere di più?

E che vinca il migliore! Il resto lo pagheranno azionisti obbligazionisti etc….

Dove va Autogrill? In bici Naturalmente creando le Ciclostrade!

Leggo il post dell’ immagine sotto,  intitolato “Dove va Autogrill?”, e la mente ritorna a un episodio di due anni fa:
In centro a Verona due turisti anziani tedeschi con bici elettrica mi chiedono: “we would like, go to Venice, can you suggest us the way?
Allibito risposi che era meglio cambiassero idea per la salvaguardia della loro incolumità fisica….
e allora la risposta al post mi viene spontanea…. In bici !

autogrill

…..creando le “Ciclostrade” ovvero piste ciclabili con “Stazioni di posta” ricavate da cascine abbandonate e restaurate per offrire vitto e alloggio ai ciclisti.
E magari convenzioni con le ferrovie per trasportare le bici o parcheggi scambiatori in prossimità degli incroci con le autostrade per consentire di arrivare in auto o camper, parcheggiare in sicurezza, e proseguire in bici…

autogrill1
Purtroppo immagini che vengono dall’ estero….

Un esempio? la Brennero – Venezia lungo Isarco, Adige e la Laguna di Venezia…. con parcheggi scambiatori lungo la A22, all’ incrocio con la A4 e la A13, con collegamenti agli aeroporti di Verona e Venezia, con  le stazioni ferroviarie di Verona, Bolzano Trento e Venezia

  • Un vero progetto Green e non la solita mano di vernice
  • Un progetto che crea turismo anzichè cercare di inseguirlo, con i turisti stranieri che a malincuore scappano dall’ Italia in cerca di lidi più ospitali
  • La risposta ad una domanda sempre più diffusa di ciclismo come sport e tempo libero.
  • Un indennizzo sociale ai danni provocati da anni di cultura del cemento e delle Auto che ha rovinato il nostro paesaggio

Un ‘occasione vera, (non l’EXPO dei capannoni) per far conoscere cibi e cultura dei nostri luoghi….
Forse sono queste le infrastrutture che servono,  mentre tutti pensano ancora a Strade per Auto, Aeroporti etc. etc.

Photo courtesy by Simonetta Bike Tours 

EXPO 2015, come volevasi dimostrare…

L’avevamo già previsto nell’ormai lontano 2011 (leggi l’articolo) : Expo 2015 sarebbe  finito nell’ennesima colata di cemento con annessi e connessi …..  “nutrire il pianeta”  è stato declinato invece nel solito “cementare il pianeta” nutrendo amici etc… Si poteva ad esempio assegnare ad ogni nazione espositrice un’area industriale dismessa nel tessuto urbano (a Milano ce ne sono tante) che l’avrebbe recuperate e riqualificata secondo i propri stili e cultura ….. il Pubblico avrebbe dovuto semplicemente occuparsi di connettere in modo omogeneo queste aree tramite servizi pubblici costruendo al contempo servizi utili al cittadino….. Si poteva risolvere il problema numero uno di Milano che sono le auto ovunque, creando mobilità alternativa e introducendo novità strutturali come un’adozione spinta del telelavoro …. Si poteva fare tutto riqualificando invece di consaumare ulteriore verde e terreno agricolo …. la contraddizione del tema Expo fatta a sistema….

Wings For Life 2014: la tecnologia (Rfid, Gps, Web) da spettacolo e diventa sport

L’organizzazione tecnologica della Wings for life 2014 (al link maggiori info e un interessante video),  rappresenta una pietra miliare di come la tecnologia può aiutare lo sport andando oltre la funzione ausiliaria e diventando essa stessa,  parte vitale dello spettacolo.
La formula della corsa è originale e resa possibile soltanto da una altissima integrazione di tecnologie globali: una corsa podistica svolta in contemporanea in 40 località diverse del globo, con un regolamento innovativo quanto avvincente.
Wings for life catcher car

Il percorso è prestabilito ma non è definita la distanza: una “Catcher car” dotata di tecnologia RFID, parte a velocità costante dopo mezz’ora dallo start, ed elimina i concorrenti raggiunti e identificati tramite il chip indossato …. facendo un inventario in tempo reale dei concorrenti ancora in gara….

catcher car cisco redbull

Un sistema di timing  sincronizzato , assegna tempi e classifica su scala globale, in un format complesso reso possibile da partnership organizzative e tecnologiche con aziende del calibro di RedBull e Cisco System.

Nella tappa Italiana ha vinto Calcaterra, qualificatosi poi quarto in classifica globale: particolarmente avvincente la fase finale trasmessa in diretta video con gli ultimi atleti rimasti in gara nel rush finale, dal maxischermo in piazza Bra, diviso in tre parti con le località dove gareggiavano gli ultimi 4 atleti rimasti in gara, da Austria, Peru e Italia.

Simpatico e interessante per il Fund Raising dell’organizzazione, la modalità “Social” del sistema di visualizzazione dei risultati dei singoli atleti su web….. andate a vederlo a questo link

 

Nuovi modelli di mobilità

Ha senso parlare di grandi progetti e nuove infrastrutture quando in realtà sta cambiano lo stile di vita delle persone?

Il successo di modelli di car sharing come Car2GO di Milano e Roma fa pensare…. e fa sognare metropoli e città come erano 50 anni fa.

Chi abita nei centri storici, con il Car Sharing sta trovando la “ricetta giusta” per poter finalmente rinunciare al mezzo di proprietà con risparmi importanti e comodità di utilizzo inedite.

Ma le amministrazioni non sempre sono in linea con le tendenze e operano in ritardo, a Verona ad esempio si stanno programmando infrastrutture con Project Financing a 30 – 50 anni che insinuano il dubbio: cosa faremo non tra 30 ma anche tra solo 5 anni?

L’errore  è credere che queste opere servano  a “muovere l’economia” , ma se ragioniamo come una qualsiasi azienda rischiano solo di essere investimenti sbagliati.

Ma che senso ha creare infrastrutture che non serviranno alle persone? e che diventeranno quindi economicamente insostenibili con formule come il Project Financing?

I pagamenti elettronici per una vera riforma del fisco (e della società) in Italia?

nuovi stili rivoluzione digitale

Riflessioni dopo tre giorni di SMAU ….

Dalle transazioni di grandi somme al pagamento del caffè e del parcheggio. L’evoluzione della tecnologia informatica e del web consente di realizzare pagamenti “elettronici” a costi molto minori (anche dal punto di vista sociale e ambientale) rispetto ai circuiti tradizionali basati sul denaro contante.
Si potrebbe fare molto di più per risolvere gli evidenti problemi del paese.
Ma non è solo una questione di costi e di abitudini, il problema è l’organizzazione dello stato, la fiscalità e  la contabilità di P.A. e aziende, concepiti, quando l’era digitale era solo agli inizi.
Poco si è fatto in questi trent’anni ,se non fare col computer quello che si faceva prima con timbri, carta e penna.

Bisogna andare alle radici del sistema e introdurre seriamente la tecnologia per cambiare le cose!
I mutamenti potrebbero essere profondi e andare oltre il mero tema fiscale, mettendo le basi per un profondo mutamento della società di cui c’è estremo bisogno.

Tutta la fiscalità si potrebbe ridurre a tre-quattro aliquote sulle transazioni eliminando ogni altro genere di imposta, chiamiamolo per comodità “Semplificazione” .

Ad esempio:
A) 10% su transazioni prodotti (con l’obbligo della tracciabilità prodotti)
B) 20% su transazioni di servizi (compreso il lavoro dipendente e le rendite finanziarie)
C) 40% su prelievi e depositi di denaro contante senza limitazioni (chi vuole transare anonimo deve pagare)
Ulteriori aliquote potrebbero essere gestite sotto forma di accise, che verrebbero quindi considerate come imposte allo scopo di disincentivare consumi socialmente dannosi come ad esempio la benzina, l’alcool, il tabacco (perchè no? anche droga e prostituzione), o le scommesse e i giochi d’azzardo.

Alla politica poi non rimarrebbe che discutere quali servizi erogare ai cittadini, l’ammontare delle medesime, e le redistribuzioni interne allo stato dei gettiti.

Oggi:
-Il costo della burocrazia e della gestione delle imposte è sproporzionato e rischia spesso di diventare superiore al gettito delle stesse. Per lo stato come per i cittadini, costretti a ricorrere ai  consulenti (senza avere nemmeno la certezza di essere in regola)
-I meccanismi fiscali e giudiziari penalizzano la creazione di valore aggiunto (che viene delocaizzato) e premiano chi non rispetta le regole , distorcendo il mercato, un esempio la piaga endemica dell’ evasione IVA .
-Importanti risorse dello stato vengono impiegate in controlli burocratici lasciando terreno libero all’illegalità, contraffazione e crimini ambientali,
Gli investimenti esteri non trovano quindi un “terreno fertile” e volano altrove attirando con sè anche le migliori risorse umane del paese.
Al contrario le multinazionali estere e nostrane hanno gioco facile nel drenare risorse e trasferirle in paradisi fiscali, il fenomeno sarà sempre più marcato con il progresso dell’economia digitale e del commercio elettronico.
– anche Il federalismo fiscale e amministrativo ha fallito generando maggiori costi, conflittualità interne allo stato, deregulation selvaggia con  danni  ambientali, pianificazione territoriale con perdita di valore del mercato immobiliare.

Scenario dopo la Semplificazione:
-Aliquota A)
Produzione e rivendita di beni materiali che devono essere tangibili e tracciabili. L’aliquota verrebbe applicata anche alle esportazioni e sulle compravendite della filiera commerciale, che verrebbe perciò razionalizzata in automatico grazie ala competizione.  L’imprenditore può così focalizzarsi sul suo business e deve curare al meglio pianificazione ed investimenti, Il bilancio come lo intendiamo oggi può finire in soffitta sostituito da “fotografie” periodiche che servono esclusivamente agli stakeholders (finanziatori, fornitori, soci) che per forza dovranno essere coerenti con i flussi di cassa, Gli attuali utili sarebbero sostituiti da “transazioni verso soci”  quindi servizi soggetti all’aliquota B).
Lo stato patrimoniale delle aziende,  a partire dal valore di magazzino, rimarrebbe quindi un fatto tra privati e la trasparenza dei flussi provocherebbe un rinnovato  interesse per il valore generato, rivitalizzando gli interessi della finanza per il reddito da attività produttive. Ad esempio la borsa  potrebbe quotare più facilmente anche PMI e Startup, magari senza generare bolle ma guardando veramente alla redditività presente e futura.  Grazie alla tracciabilità  di materie prime in entrata e dei prodotti in uscita, (magari realizzata con una sorta di fatturazione in Cloud) il controllo dello stato si focalizzerebbe sul rispetto delle regole e la coerenza di quanto dichiara l’azienda,  a  tutto vantaggio dei consumatori e della reputazione del Made in Italy.
-Aliquota B)
Erogazione di servizi che sostanzialmente sarebbero considerati come retribuzione del lavoro senza più discriminazioni tra lavoro dipendente, indipendente, consulenze, rendite finanziarie o immobiliari. Al mercato spetta deciderne il valore, ai sindacati e alla contrattazione individuale la definizione dei contratti, allo stato definirne i principi generali. In questo segmento dovrebbe rientrare anche il tema della previdenza sociale e della sanità pubblica che potrebbero essere inclusi o scorporati in un’aliquota a parte , favorendo la trasparenza e ponendo le basi per razionalizzazioni della stesse in base ai  servizi effettivamente erogati.
-Aliquota C)
Tassazione delle transazioni anonime (tipicamente contanti). E’ necessaria per una transizione “morbida” verso le prime due aliquote e deve essere la più elevata in modo da tenere conto degli elevati costi di gestione e di una probabile circolazione del medesimo. Di fatto il sistema dovrebbe progressivamente ridurne l’entità,  in quanto sconveniente economicamente e difficilmente spendibile all’interno della filiera produttiva e commerciale.  Teoricamente il perimetro dell’utilizzo del contante diventerebbe solamente quello dell’economia illegale, peraltro scoraggiata dalla difficoltà di spesa indotta dal sistema. Il passaggio dal contante alla transazione elettronica andrebbe quindi assistito culturalmente dallo stato, soprattutto nei confronti delle generazioni che non hanno ancora recepito i nuovi mezzi, magari rivitalizzando la funzioni sociale e pubblica delle poste Italiane.

L’attuazione di questo sistema comunque dovrebbe includere un nuovo patto stato cittadino con un rinnovato rapporto di fiducia.
Per esempio la definizione di un condono sul pregresso e la possibilità fino al giorno prima dell’ introduzione delle nuove  regole, di far rientrare nel circuito bancario tutte le risorse disponibili, comprese quelle ora all’estero. (poi sarebbe difficile spenderle o farle rientrare senza imposizione).
Tutto ciò richiederebbe tempo per preparare le architetture informatiche necessarie, con la riservatezza dei dati necessaria e magari una vera “banda larga” diffusa su tutto il territorio nazionale che diventa infrastruttura prioritaria per il paese.

 

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