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2019: Fuga da Amazon

Ovvero, come e perchè lavorare con Amazon, senza diventarne prigionieri.

“il tuo margine è la mia opportunità”. Questo il motto di Jeff Bezos che ha ispirato la nascita, la crescita e il trionfo del più grande shop on line del pianeta.
Chi scrive, opera con E-commerce diretto dal 2008 3 sul marketplace di Amazon dal 2010: Oltre 10 anni che hanno visto affermarsi ed evolvere continuamente il commercio elettronico, da fenomeno di nicchia a fattore chiave con cui ogni azienda deve confrontarsi per competere sul mercato.
Sul web è successo quello che è accaduto nel corso del ventennio precedente al retail tradizionale: negozi locali e botteghe artigianali sono state affiancate e in molti casi sostituite dalla grande distribuzione, mentre i produttori hanno dovuto adeguarsi presidiando gli ipermercati oppure organizzandosi con catene di negozi inseriti all’interno dei centri commerciali.
Lo stesso percorso è avvenuto su web, in scala globale con regole e attori nuovi, ma nella sostanza con le stesse modalità: quindi l’e-shop generico o il produttore che vendeva direttamente su internet, hanno dovuto fare i conti con questa evoluzione, e chi era fuori dal web è stato o sarà costretto ad entrare, per numeri  e visibilità che l’e-commerce garantisce.

Amazon: il successo del modello cliente-centrico

Uno dei fattori del successo di Amazon è stato sicuramente una politica da sempre “cliente-centrica”, basata sul miglior prezzo e sulla tutela nei confronti del produttore-venditore. Motivazioni forti che hanno consentito ai consumatori di superare la diffidenza nei confronti dell’ e-commerce e di fidelizzarsi al brand Amazon, nella sicurezza di trovare prezzi competitivi e di rendere il prodotto in caso di qualità e servizio non all’altezza delle aspettative.

Amazon: i costi per i produttori del modello cliente-centrico

Mettere al centro i clienti costa: soprattutto al produttore-venditore che deve tenerne conto quando calcola la sua marginalità sul marketplace.
Ecco in sintesi i principali fattori di costo di cui bisogna tenere conto per fare business su Amazon:
Costo dei Resi clienti.
Ho verificato nel corso degli anni che il tasso di resi dal Marketplace Amazon è almeno il il triplo rispetto al marketplace diretto. Ovviamente il tasso di reso dipende molto dal settore merceologico…. l’abbigliamento è notoriamente in testa alla Hit dei ritorni merce. Le cause del tasso resi superiore sono:
Acquisti compulsivi: il cliente Amazon è più portato ad ordinare prodotti di cui ha incerta necessità o non è convinto pienamente, tanto può renderlo senza problema. Al riguardo bisogna puntualizzare che questa è anche una grande opportunità per convincere i dubbiosi, in stile “soddisfatti o rimborsati”. Un modo per incrementare il fatturato soprattutto se si vendono prodotti di qualità e con un prezzo coerente.

acquisto compulsivo
Supporto post-vendita di livello inferiore Manca il know-how sul prodotto che può avere un produttore o un Dealer specializzato, per la mole dei prodotti venduti, e l’assenza di una formazione specifica per chi gestisce il post-vendita. Spesso nei report non vengono nemmeno registrate motivazioni del reso, non sono disponibili parti di ricambio, il produttore deve interviene se il cliente ha l’intuito di contattarti direttamente scavalcando l’assistenza Amazon.
Schede prodotto non ottimizzate. Le schede prodotto di Amazon non sono il massimo, sono dispersive in quanto alternano alle informazioni visualizzazioni di altri prodotti per spingere il cross selling e il confronto con altri prodotti. Non si possono pubblicare video (o meglio al momento solo in USA). I contenuti arricchiti a disposizione del brand sono posizionati in fondo anzichè all’inizio della scheda. E’ quindi difficile spiegare bene il prodotto al cliente per centrarne le aspettative e questo impatta sui resi.

vendere su amazon scheda prodotto
Costo del Cross-Selling.
Il sistema di Amazon confronta in modo molto efficiente sia prodotti differenti che offerte dello stesso prodotto. Da un lato è una opportunità, ma chi non è competitivo sul prezzo rischia di essere tagliato fuori, è un sistema perfetto per far tendere a zero i margini (ad Amazon interessa solo prendere la sua commissione e vendere comunque).
Anche in caso di prodotti differenti la priorità data al confronto prezzo rispetto alle caratteristiche prodotto (vedi sopra il punto schede prodotto) è studiata per evidenziare il low-cost e far risparmiare il cliente. Se il prodotto non è già noto sul mercato, è difficile valorizzarne la qualità come sul proprio sito di e-commerce.
Costo del Marketing.
Amazon ha ormai superato Google nei clic su ricerche di prodotti, o meglio chi cerca un prodotto lo fa direttamente su Amazon anzichè passare da Google. Amazon è quindi diventato anche un primario player pubblicitario. (Vedi questo interessante articolo) La quantità dei prodotti venduti rende difficile emergere in modo organico e quindi il produttore / venditore è “costretto” ad investire in pubblicità sulla piattaforma di Amazon, con costi che si aggiungono alle commissioni.
Costo della Logistica
Il marketplace di Amazon funziona sia in modalità drop-shipping che con la logistica integrata di Amazon. Per usufruire però di alcune particolarità che fanno mercato come  Prime o la gestione dei clienti business, bisogna gestire le consegne dai loro magazzini (la cosidetta FBA). Ciò comporta  un costo per spedire i prodotti ai loro centri, un costo di stoccaggio, un costo di spedizione al cliente. Da notare che quasi la totalità dei clienti compra con Prime senza costi di spedizione, che però vengono addebitati al produttore/vendor, Amazon quindi, mediamente regala il trasposto a spese del produttore/vendor
Costo della gestione del Marketplace
Non è pensabile gestire un marketplace su Amazon in Automatico, si deve pensare ad una o più persone dedicate per le attività di gestione che sono molteplici. Dall’inserimento prodotti a catalogo al rapporto con gli utenti finali, gestione domande e recensioni clienti, postvendita, assortimento scorte o gestione spedizioni dirette ai clienti, gestione degli aspetti amministrativi (fatture commissioni e documentazione fiscale di vendita)

Quattro rapidi conti

Chi vende prodotti su Amazon deve pensare ad una marginalità da lasciare sul terreno che tiene conto di quanto sopra, a spanne: un 6-15% di commissioni, un 2-4% di resi fisiologici, un 4-10% in marketing, più il costo del trasporto al cliente finale di cui per forza bisogna tener conto nel prezzo di vendita.
Una forbice quindi del 12-29% più il costo del trasporto e il costo del personale che deve gestire il marketplace.

CONCLUSIONI

Amazon è un terreno competitivo dalle enormi potenzialità e una vetrina imprescindibile con una enorme visibilità, ma dove la concorrenza è estremamente serrata e gli standard di qualità devono essere eccellenti.
Una competizione che sta selezionando il canale indiretto (distributori, rivenditori) che deve fare i conti con marginalità e competizione al ribasso a suon di sconti.
Una competizione che non perdona i produttori e i brand che non ottimizzano tutti i fattori chiave, qualità, servizio e prezzo.
Amazon è una vetrina indispensabile ed ancora economicamente profittabile per produttori e brand, a patto di fare bene i conti e di presidiare efficacemente marketplace e canale indiretto.
E per chi ha il proprio business sul canale indiretto  la vicenda si complica ulteriormente ma non si può starne fuori, perchè se non lo fa il brand, spesso è proprio il dealer o distributore che presidia il canale senza avere tutte le opportunità del produttore, con la competizione generata da Amazon che comunque rischia di minare le politiche commerciali.

Lasciate un commento, è aperto il dibattito!

Giorgio Chignola

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Decorare le pareti con fiori e piante veri. Biovertigo

La possibilità di lavorare da casa e il tempo che comunque si trascorre tra le mura domestiche ci spingono a cercare sempre nuove soluzioni per rendere più accoglienti e rilassanti gli ambienti di casa, per questo filosofie di progettazione come l’antico Feng Shui, sono sempre più attuali.
I ritmi frenetici imposti dalla moderna vita digitale sembrano essere correlati alla legge di Moore, con incrementi esponenziali delle attività e sempre meno pause per meditare.
Una parete spoglia, un angolo della cucina che pensavamo di adibire ad una micro-coltivazione di piante aromatiche….. come fare un angolo verde creando una decorazione rilassante e al contempo sempre nuova?

Biovertigo è un’idea Lounge-tek per realizzare un “quadro vegetale”, con una manutenzione semplice e cicli di irrigazione meno frequenti dei tradizionali vasi, grazie ad un sistema bilanciato di fibre vegetali e argilla espansa mutuato dall’esperienza nella coltivazione dei Bonsai…..

MAGGIORI INFO E ACQUISTI ON LINE 

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Cloud: il momento è arrivato (dopo anni che se ne parla)

Se ne parla ormai da almeno 15 anni, finalmente ci siamo: il cloud computing è  pronto per diventare il perno dell’organizzazione di qualsiasi azienda. Tecnicamente ci siamo: sono già pronte a costi minimi una miriade di applicazioni per organizzare il lavoro dei collaboratori e potenziarlo con funzionalità inedite, oppure per coinvolgere direttamente gli utenti finali nei processi, aumentando visibilità e ottimizzando i costi.

Due modi per rappresentare la stessa realtà

La parola passa quindi alle aziende: organizzarle sul Cloud si riduce ad un problema di scelte del management.
Purtroppo finora si è rappresentato il Cloud Computing così, in tecnichese da informatici che magari ne descrive bene l’architettura ma la cui comprensione difficilmente esce dall’ambito dell’ EDP Manager.cloud_computing

Ma se lo rappresentiamo  come insieme delle Applicazioni che magari utilizziamo  in privato tutti i giorni l’dea diventa chiara e semplice:

Loghi Cloud computing

 Ad esempio attorno ad un sito web (creato in cloud, magari con WordPress), si possono ruotare  una moltitudine di servizi e nuovi modi di intendere il business. Dal commercio elettronico alla gestione di documenti, dalle relazioni con i clienti alla collaborazione tra colleghi, fino alla gestione di eventi o gruppi di lavoro.

Parola d’ordine: Condivisione.

Il bello del Cloud oltre che il costo minimo è proprio il modo facile di condividere contenuti ed informazioni con gruppi più o meno estesi o addirittura con il mondo intero, le piattaforme sono sempre più sofisticate e consentono in tal senso di gestirne in modo puntuale il raggio d’azione.

Startup: estendiamone il significato

Le piattaforme Cloud consentono anche di sperimentare all’interno di aziende più complesse, nuovi modelli di organizzazione e di business senza costi astronomici o rivoluzioni lunghe e complesse. E’ un’estensione del concetto di Startup finora relegato alla creazione di una azienda ex-novo. Ma perchè escludere a priori da questa visione le aziende consolidate? …che magari hanno già anche i mezzi per sviluppare nuovi progetti.

Standard in partenza, progetto custom in futuro

L’approccio al Cloud può così partire dall’utilizzo di piattaforme standard per poi approdare a progetti più complessi e disegnati su misura: le vie sono le più molteplici, e possono avvalersi di API e aperture delle piattaforme disponibili beneficiando in qualche modo del lavoro già sviluppato da altri.

Multi-piattaforma, con economie di scala

Le piattaforme Cloud sono ormai ottimizzate per ogni genere di dispositivo, dal PC allo Smartphone con applicazioni dedicate.
“Appoggiarsi” alle architetture Cloud significa usufruire a costi irrisori di applicazioni sviluppate con mezzi e risorse ingenti, perchè i modelli di business prevedono ricavi spalmati su milioni di utenti.
E’ così possibile accedere a qualità e risorse altrimenti non accessibili, nemmeno a livello di Multinazionale.

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Calici di vino digitale. Tecnologie smart nel packaging al Vinitaly di Verona

Il mondo del vino Italiano  riflette l’unicità di un territorio che non si riduce al mero paesaggio: un buon bicchiere non è fine a se stesso…. ma è l’espressione di storia cultura, territorio, persone .
Contenuti da esprimere e tutelare su scala globale…  ma come?
Oltre la comunicazione tradizionale (compresa quella web che ormai segue logiche da MAss Media), ecco il punto della situazione sulla nuova frontiera rappresentata dalle tecniche di attivazione digitale del consumatore.
Abbiamo visitato la rassegna sobri, di buon mattino, per capire lo stato dell’arte,  scoprendo alcuni interessanti progetti sui temi della tracciabilità, informazione del consumatore, lotta alla contraffazione, creazione del rapporto diretto con il cliente.
Partiamo in ordine di novità con i primi ad introdurre la tecnologia NFC in un prodotto “di serie”:

Laimburg – Factory Creative

Laimburg

Laimburg è la prima cantina ad inserire la tecnologia NFC sulle etichette del suo Sass Roà. Operazione realizzata da Factory Creative con l’obiettivo di creare un sistema più smart del Qr Code per finire su una landing page: basta avvicinare lo Smartphone (se dotato di NFC,  quindi no iPhone).
Possiamo definirla Attivazione Digitale allo stato puro, tutto il resto è delegato al web e alla fantasia del marketing del produttore. Il punto di forza di questo pensiero sta nella facilità d’uso per l’utente che non deve scaricare APP.
factorycreative.it

I-Rig

Come funzione_658

La piattaforma I-Rig combina NFC Mobile e Cloud computing con lo scopo di fornire informazioni sul prodotto e una dichiarazione di autenticità tramite il TAG che può essere apposto sulla bottiglia oppure integrato direttamente nell’etichetta. Per l’utente la possibilità di creare eventi come ad esempio lo stappo della bottiglia e di inviarli in automatico al portale del Produttore da qualsiasi luogo del mondo con dati di geolocalizzazione: lo scopo è di creare un link con il consumatore e ricavare. Il sistema è flessibile, personalizzabile e collegabile a sistemi gestionali e CRM aziendali in base alle esigenze del produttore.
www.irigworld.com

Sixtrue:

Un sistema di stampa che combina segni e Qr code rendendo impossibile ricopiare  il simbolo.  Con una APP free il consumatore riesce ad effettuare il check con i codici validati via internet. Per il produttore di vini è possibile inserire nella pagina di atterraggio della verifica, informazioni e link web, quindi attivare feedback come la localizzazione del consumatore o sistemi di engagement via web.
Il sistema ha costi di implementazione che lo rendono economicamente sostenibile anche per gli alti volumi tipici della grande distribuzione
sixtrue.com

Xolid Trevisan

Sempre in tema QR CODE, Xolid offre la possibilità di serigrafare il QR Code direttamente sulle bottiglie.
Interessante anche per inserire informazioni via Web, sul vino Sfuso servito nei ristoranti
Xolid

Rotas

roas etichette rfid nfc per vino enologia

E’ l’azienda leader nella produzione di etichette, in ogni forma e materiale,  interessante la versione NFC.
Rotas è un’azienda focalizzata sulla produzione dei supporti, per cui lascia a produttori e partner il compito di configurarne l’uso più adatto. In stand abbiamo provato l’etichetta che esprimeva un link a una landing page, quindi con valore puramente dimostrativo della tecnologia.
Potenzialmente molto interessanti le opportunità di inserire informazioni ulteriori e di meccanizzarne l’inserimento automatico in fase di produzione,  a patto ovviamente di sviluppare una App per Smartphone.
Rotas.com

QR CODE Wine
Qr code wine

Il sistema di Web System offre la personalizzazione dei QR CODE in cloud, con l’offerta di servizi integrati relativi al traffico web da essi generato.
Un sistema facile da implementare (basta fornire allo stampatore di etichette il file jpg), semplice da gestire per offrire contenuti aggiuntivi e avere i dati che Analytics mette a disposizione quando l’utente apre la pagina web generata dal QR CODE da Smartphone o Tablet. Ad esempio la provenienza geografica ma con tempo, pazienza e scaltrezza, il marketing manager del produttore può costruirsi anche interessanti statistiche o indici per conoscere in tempo reale il sell-out dei prodotti.
QR-BIZ.it

YourWineStory

yourwinestory sistema per leggere tappiYour Wine Story affida l’attivazione digitale alla lettura di un codice numerico stampato sul tappo, che va inserito in una App scaricabile free per Ios e Android.
La funzione di anticontraffazione è affidata ad una foto del tappo, che appare sullo schermo dello smartphone quando si inserisce il codice, contestualmente alle informazioni sul vino stesso e ad eventuali link per attivare programmi di Loyality e quant’altro il marketing del produttore può inventare.

Le tecnologie ci sono, basta saperle usare ed avere obiettivi chiari su quello che si desidera ottenere, per questo concludiamo segnalando un interessante format:

Fermenti Digitali

Fermenti digitali strumenti per il vino digitale

Risultato della contaminazione di esperienze tecnologiche con la  passione per il vino, Fermenti Digitali è una realtà che eroga servizi di consulenza a 360°, a partire dai contenuti.
un “ponte” tra la comunicazione tradizionale e l’integrazione con le nuove tecnologie digitali.

CONCLUDENDO:
Le tecnologie sono molteplici, ormai mature ed adatte a gestire le esigenze più varie, manca però l’attenzione dei produttori (a qualsiasi livello) che sembrano non intuire le potenzialità offerte da Mobile, Web e tecnologie di identificazione degli oggetti come QR Code e NFC.
E’ positivo che il focus dei produttori sia sulla qualità del prodotto, ma il vino è anche comunicazione delle storie e dei valori che stanno dietro alla sua produzione.
Il fatto di privilegiare mezzi di comunicazione tradizionali forse denota mancanza di cultura tecnologica di chi opera nel marketing del settore…. in fin dei conti lo testimonia proprio il grande successo di un format tradizionale come Vinitaly.

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Banconote anno zero?

E’ da un po’ che aspettavo questa nuova chicca tecnologica….. sembra una banalità ma dietro a questa innovazione si potrebbero nascondere grandi mutamenti economici e sociali. Il Chip abbinato a un account e a uno smartphone o a un tablet consente di trasformare questo dispositivo in un borsellino elettronico. E’ la fine delle transazioni anonime garantite dalle banconote? non sarebbe poi un male anzi, potrebbe essere il via a un mutamento delle politiche fiscali, verso forme facili da gestire basate sulle transazioni e con un maggior controllo dei redditi.

SCENARI

Non dimentichiamo che l’illegalità e tanti crimini comuni dagli scippi ai furti, dallo spaccio alla prostituzione, dalla corruzzione all’evasione fiscale “girano” attorno al denaro contante….

https://squareup.com/

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Ecoincentivi: ennesima speculazione sulla pelle di tutti.

Massimo Mucchetti dalle colonne del Corriere mette il dito sull’ennesima piaga della speculazione internazionale abilissima a sfruttare ogni spazio lasciato dalle inerzie della gestione del pubblico.
E’ il caso degli ecoincentivi che a carico della collettività stanno drogando il mercato delle energie rinnovabili.
Questo comporterà il solito business per pochi nel breve periodo a danno degli operatori seri e di politiche lungimiranti, vi rimando comunque all’articolo…..

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/11_febbraio_15/pioggia-incentivi-solari_a1dd12d2-38e5-11e0-8e8c-58f8c06c30d0.shtml

What’s App per organizzare gruppi di lavoro: Audi Chef’s Cup 2015

L’ idea è di Maurizio Baldi: un nutrito curriculum da team manager con trascorsi in Formula 1 e un presente anche come consulente nel campo eventi automotive.maurizio baldi

La sfida è ottimizzare al massimo il servizio di Courtesy Car organizzato da AUDI per gli ospiti e sponsor alla chef’s cup 2015

La Chef’s Cup raduna i migliori cuochi stellati in Val Badia per una settimana con incontri, esibizioni , ated evtività ricreative ed eventi legati alla cucina di altissimo livello.  Le attività sono sparse nelle varie località attorno a La Villa e non è uno scherzo, coordinare gli oltre venti driver messi a disposizione da Audi per gli spostamenti.Quante emozioni con l'invasione dei Quattro Anelli in Val Badia

L’idea è di utilizzare what’s app, applicazione (quasi) gratuita presente ormai su ogni smartphone e quindi in dotazione a tutti. Il risultato è strabiliante all’altezza di ben più costose applicazioni  dedicate.Whats app come sistema gruppi

I driver riuniti in un semplice gruppo, in ogni momento possono segnalare la posizione e interagire tra di loro e con il coordinamento. Il team riesce a raggiungere l’appuntamento con l’auto più vicina ma non solo: viaggiano sulla app anche le informazioni utili e un feedback immediato per rispondere in tempo reale agli organizzatori della manifestazione.,,,, ma non solo, riduzione drastica delle comunicazioni telefoniche e riduzione dei viaggi a vuoto per raggiungere le posizioni predefinte.

Il risultato è stato un successo anche nelle dinamiche umane: il sistema trasparente e collaborativo per default ha contribuito ad amplificare la propensione alla collaborazione tra i colleghi, migliorando l’atmosfera lavorativa e il rendimento dei singoli.

Un esperimento interessante che si presta anche a miglioramenti e sviluppi futuri, ad esempio utilizzando la recentissima What’s App Web ovvero la possibilità di visualizzare l’applicazione anche su Tablet e Notebook. Manchere bbe solo l’opportunità di visualizzare contemporaneamente le posizioni su un’unica mappa di Google Maps ….. la ciliegina sulla torta, per rimanere in tema di alta cucina e pasticceria.

Dove va Autogrill? In bici Naturalmente creando le Ciclostrade!

Leggo il post dell’ immagine sotto,  intitolato “Dove va Autogrill?”, e la mente ritorna a un episodio di due anni fa:
In centro a Verona due turisti anziani tedeschi con bici elettrica mi chiedono: “we would like, go to Venice, can you suggest us the way?
Allibito risposi che era meglio cambiassero idea per la salvaguardia della loro incolumità fisica….
e allora la risposta al post mi viene spontanea…. In bici !

autogrill

…..creando le “Ciclostrade” ovvero piste ciclabili con “Stazioni di posta” ricavate da cascine abbandonate e restaurate per offrire vitto e alloggio ai ciclisti.
E magari convenzioni con le ferrovie per trasportare le bici o parcheggi scambiatori in prossimità degli incroci con le autostrade per consentire di arrivare in auto o camper, parcheggiare in sicurezza, e proseguire in bici…

autogrill1
Purtroppo immagini che vengono dall’ estero….

Un esempio? la Brennero – Venezia lungo Isarco, Adige e la Laguna di Venezia…. con parcheggi scambiatori lungo la A22, all’ incrocio con la A4 e la A13, con collegamenti agli aeroporti di Verona e Venezia, con  le stazioni ferroviarie di Verona, Bolzano Trento e Venezia

  • Un vero progetto Green e non la solita mano di vernice
  • Un progetto che crea turismo anzichè cercare di inseguirlo, con i turisti stranieri che a malincuore scappano dall’ Italia in cerca di lidi più ospitali
  • La risposta ad una domanda sempre più diffusa di ciclismo come sport e tempo libero.
  • Un indennizzo sociale ai danni provocati da anni di cultura del cemento e delle Auto che ha rovinato il nostro paesaggio

Un ‘occasione vera, (non l’EXPO dei capannoni) per far conoscere cibi e cultura dei nostri luoghi….
Forse sono queste le infrastrutture che servono,  mentre tutti pensano ancora a Strade per Auto, Aeroporti etc. etc.

Photo courtesy by Simonetta Bike Tours