Tutti gli articoli di Giorgio Chignola

Decorare le pareti con fiori e piante veri. Biovertigo

La possibilità di lavorare da casa e il tempo che comunque si trascorre tra le mura domestiche ci spingono a cercare sempre nuove soluzioni per rendere più accoglienti e rilassanti gli ambienti di casa, per questo filosofie di progettazione come l’antico Feng Shui, sono sempre più attuali.
I ritmi frenetici imposti dalla moderna vita digitale sembrano essere correlati alla legge di Moore, con incrementi esponenziali delle attività e sempre meno pause per meditare.
Una parete spoglia, un angolo della cucina che pensavamo di adibire ad una micro-coltivazione di piante aromatiche….. come fare un angolo verde creando una decorazione rilassante e al contempo sempre nuova?

Biovertigo è un’idea Lounge-tek per realizzare un “quadro vegetale”, con una manutenzione semplice e cicli di irrigazione meno frequenti dei tradizionali vasi, grazie ad un sistema bilanciato di fibre vegetali e argilla espansa mutuato dall’esperienza nella coltivazione dei Bonsai…..

MAGGIORI INFO E ACQUISTI ON LINE 

biovertigo frame green decor mailing 800

Annunci

Cloud: il momento è arrivato (dopo anni che se ne parla)

Se ne parla ormai da almeno 15 anni, finalmente ci siamo: il cloud computing è  pronto per diventare il perno dell’organizzazione di qualsiasi azienda. Tecnicamente ci siamo: sono già pronte a costi minimi una miriade di applicazioni per organizzare il lavoro dei collaboratori e potenziarlo con funzionalità inedite, oppure per coinvolgere direttamente gli utenti finali nei processi, aumentando visibilità e ottimizzando i costi.

Due modi per rappresentare la stessa realtà

La parola passa quindi alle aziende: organizzarle sul Cloud si riduce ad un problema di scelte del management.
Purtroppo finora si è rappresentato il Cloud Computing così, in tecnichese da informatici che magari ne descrive bene l’architettura ma la cui comprensione difficilmente esce dall’ambito dell’ EDP Manager.cloud_computing

Ma se lo rappresentiamo  come insieme delle Applicazioni che magari utilizziamo  in privato tutti i giorni l’dea diventa chiara e semplice:

Loghi Cloud computing

 Ad esempio attorno ad un sito web (creato in cloud, magari con WordPress), si possono ruotare  una moltitudine di servizi e nuovi modi di intendere il business. Dal commercio elettronico alla gestione di documenti, dalle relazioni con i clienti alla collaborazione tra colleghi, fino alla gestione di eventi o gruppi di lavoro.

Parola d’ordine: Condivisione.

Il bello del Cloud oltre che il costo minimo è proprio il modo facile di condividere contenuti ed informazioni con gruppi più o meno estesi o addirittura con il mondo intero, le piattaforme sono sempre più sofisticate e consentono in tal senso di gestirne in modo puntuale il raggio d’azione.

Startup: estendiamone il significato

Le piattaforme Cloud consentono anche di sperimentare all’interno di aziende più complesse, nuovi modelli di organizzazione e di business senza costi astronomici o rivoluzioni lunghe e complesse. E’ un’estensione del concetto di Startup finora relegato alla creazione di una azienda ex-novo. Ma perchè escludere a priori da questa visione le aziende consolidate? …che magari hanno già anche i mezzi per sviluppare nuovi progetti.

Standard in partenza, progetto custom in futuro

L’approccio al Cloud può così partire dall’utilizzo di piattaforme standard per poi approdare a progetti più complessi e disegnati su misura: le vie sono le più molteplici, e possono avvalersi di API e aperture delle piattaforme disponibili beneficiando in qualche modo del lavoro già sviluppato da altri.

Multi-piattaforma, con economie di scala

Le piattaforme Cloud sono ormai ottimizzate per ogni genere di dispositivo, dal PC allo Smartphone con applicazioni dedicate.
“Appoggiarsi” alle architetture Cloud significa usufruire a costi irrisori di applicazioni sviluppate con mezzi e risorse ingenti, perchè i modelli di business prevedono ricavi spalmati su milioni di utenti.
E’ così possibile accedere a qualità e risorse altrimenti non accessibili, nemmeno a livello di Multinazionale.

What’s App per organizzare gruppi di lavoro: Audi Chef’s Cup 2015

L’ idea è di Maurizio Baldi: un nutrito curriculum da team manager con trascorsi in Formula 1 e un presente anche come consulente nel campo eventi automotive.maurizio baldi

La sfida è ottimizzare al massimo il servizio di Courtesy Car organizzato da AUDI per gli ospiti e sponsor alla chef’s cup 2015

La Chef’s Cup raduna i migliori cuochi stellati in Val Badia per una settimana con incontri, esibizioni , ated evtività ricreative ed eventi legati alla cucina di altissimo livello.  Le attività sono sparse nelle varie località attorno a La Villa e non è uno scherzo, coordinare gli oltre venti driver messi a disposizione da Audi per gli spostamenti.Quante emozioni con l'invasione dei Quattro Anelli in Val Badia

L’idea è di utilizzare what’s app, applicazione (quasi) gratuita presente ormai su ogni smartphone e quindi in dotazione a tutti. Il risultato è strabiliante all’altezza di ben più costose applicazioni  dedicate.Whats app come sistema gruppi

I driver riuniti in un semplice gruppo, in ogni momento possono segnalare la posizione e interagire tra di loro e con il coordinamento. Il team riesce a raggiungere l’appuntamento con l’auto più vicina ma non solo: viaggiano sulla app anche le informazioni utili e un feedback immediato per rispondere in tempo reale agli organizzatori della manifestazione.,,,, ma non solo, riduzione drastica delle comunicazioni telefoniche e riduzione dei viaggi a vuoto per raggiungere le posizioni predefinte.

Il risultato è stato un successo anche nelle dinamiche umane: il sistema trasparente e collaborativo per default ha contribuito ad amplificare la propensione alla collaborazione tra i colleghi, migliorando l’atmosfera lavorativa e il rendimento dei singoli.

Un esperimento interessante che si presta anche a miglioramenti e sviluppi futuri, ad esempio utilizzando la recentissima What’s App Web ovvero la possibilità di visualizzare l’applicazione anche su Tablet e Notebook. Manchere bbe solo l’opportunità di visualizzare contemporaneamente le posizioni su un’unica mappa di Google Maps ….. la ciliegina sulla torta, per rimanere in tema di alta cucina e pasticceria.

Social Network: la bolla sta scoppiando?

Non parlo solo di bolla finanziaria ma anche di punto morto superiore dovuto a stanchezza e limite fisico degli utenti.
E’ appena successo con l’edilizia e ricorrentemente accade in tanti settori in espansione: il sistema finanziario ed economico “ha fatto leva” ed ha creato offerta superiore alla domanda con dinamiche di prezzi e costi crescenti con il risultato di creare bolle che inevitabilmente scoppiano, creando problemi che il privato non sa (e non vuole) più gestire, invocando l’aiuto dal “sistema dei sistemi” ovvero il salvataggio pubblico.
Il social network sta seguendo esattamente queste dinamiche…. ed è sotto gli occhi di tutti la ricerca spasmodica di “azioni” atte a produrre la materia prima per vendere pubblicità ovvero le famigerate impressions …. ma l’utente è unico, e premesso che non può passare la giornata sui social e a cercare beni e servizi se non quelli necessari, subentra una saturazione da messaggi e “call to action” che ne “chiude” il cervello e lo rende sempre più impermeabile generando una sorta di saturazione simile al rifiuto del cibo per un anoressico.
Tra l’umorismo e il ridicolo, si inseriscono le congratulazioni e i festeggiamenti di Linkedin.
Indisponente il cambio di logaritmi della visualizzazione delle notizie attuato da Facebook per inserire più pubblicità.
Commovente il tentativo di Google di far partire il social Google+, in crescita, ma in realtà utilizzato da tutti i SEO per cercare di spillare qualche clic in più tra i misteri dei logaritmi di Google.
Emblematico l’accordo tra Twitter e IBM per inventarsi qualcosa di nuovo visto che Twitter è sempre più relegato a utile e poco dispendioso accessorio al servizio dei media tradizionali come TV e Carta stampata o dell’informazione su web.
A scendere, nella classifica che rispecchia le dimensioni del business a Wall Street, i tentativi di carpire numeri di telefono e account da parte di Microsoft, e tutti i vari tentativi di creare appendici “Social” su foto video e qualsiasi servizio offerto su web.
Qualcuno in realtà con un discreto successo come Pinterest o Instagram per le foto, ma è simbolico il successo di What’s App, la cui chiave sta proprio nella creazione di un network privato e reale, quindi immune da tutto quanto esposto sopra.
In tutto questo panorama di bombardamento globale si inserisce una sempre minore efficacia di Banner, video ed altri strumenti di visualizzazione dell’ ADV su web, tradotta in pratica nei primi profit warning della storia di Google.
Non so se è tardi per tornare indietro, e soprattutto se il sistema riesca a rientrare in logiche umane che lascino spazio al “poco ma buono”, e se questo sia in grado di sostenere mirabolanti business plan e gli investimenti già fatti, qualche bel ridimensionamento è alle porte….

L’ ANGOLO DEL DIETROLOGO.

Viene spontaneo chiedersi chi c’è dietro veramente a questa rivoluzione del web: personalmente credo poco alle figure mitiche come Larry Page, Marck Zuckerberg etc….. i veri protagonisti e decisori sono chi ha l’interesse principale di raccogliere qualsiasi tipo di informazione su scala globale, non serve fare nomi …. i mezzi ingenti e altri fattori di pressione necessari a far partire questi progetti, rivelano una regia con poteri che vanno oltre Wall Street e Silicon Valley,  se poi si riesce anche a finanziare il tutto con il mercato globale, che volere di più?

E che vinca il migliore! Il resto lo pagheranno azionisti obbligazionisti etc….

Dove va Autogrill? In bici Naturalmente creando le Ciclostrade!

Leggo il post dell’ immagine sotto,  intitolato “Dove va Autogrill?”, e la mente ritorna a un episodio di due anni fa:
In centro a Verona due turisti anziani tedeschi con bici elettrica mi chiedono: “we would like, go to Venice, can you suggest us the way?
Allibito risposi che era meglio cambiassero idea per la salvaguardia della loro incolumità fisica….
e allora la risposta al post mi viene spontanea…. In bici !

autogrill

…..creando le “Ciclostrade” ovvero piste ciclabili con “Stazioni di posta” ricavate da cascine abbandonate e restaurate per offrire vitto e alloggio ai ciclisti.
E magari convenzioni con le ferrovie per trasportare le bici o parcheggi scambiatori in prossimità degli incroci con le autostrade per consentire di arrivare in auto o camper, parcheggiare in sicurezza, e proseguire in bici…

autogrill1
Purtroppo immagini che vengono dall’ estero….

Un esempio? la Brennero – Venezia lungo Isarco, Adige e la Laguna di Venezia…. con parcheggi scambiatori lungo la A22, all’ incrocio con la A4 e la A13, con collegamenti agli aeroporti di Verona e Venezia, con  le stazioni ferroviarie di Verona, Bolzano Trento e Venezia

  • Un vero progetto Green e non la solita mano di vernice
  • Un progetto che crea turismo anzichè cercare di inseguirlo, con i turisti stranieri che a malincuore scappano dall’ Italia in cerca di lidi più ospitali
  • La risposta ad una domanda sempre più diffusa di ciclismo come sport e tempo libero.
  • Un indennizzo sociale ai danni provocati da anni di cultura del cemento e delle Auto che ha rovinato il nostro paesaggio

Un ‘occasione vera, (non l’EXPO dei capannoni) per far conoscere cibi e cultura dei nostri luoghi….
Forse sono queste le infrastrutture che servono,  mentre tutti pensano ancora a Strade per Auto, Aeroporti etc. etc.

Photo courtesy by Simonetta Bike Tours 

EXPO 2015, come volevasi dimostrare…

L’avevamo già previsto nell’ormai lontano 2011 (leggi l’articolo) : Expo 2015 sarebbe  finito nell’ennesima colata di cemento con annessi e connessi …..  “nutrire il pianeta”  è stato declinato invece nel solito “cementare il pianeta” nutrendo amici etc… Si poteva ad esempio assegnare ad ogni nazione espositrice un’area industriale dismessa nel tessuto urbano (a Milano ce ne sono tante) che l’avrebbe recuperate e riqualificata secondo i propri stili e cultura ….. il Pubblico avrebbe dovuto semplicemente occuparsi di connettere in modo omogeneo queste aree tramite servizi pubblici costruendo al contempo servizi utili al cittadino….. Si poteva risolvere il problema numero uno di Milano che sono le auto ovunque, creando mobilità alternativa e introducendo novità strutturali come un’adozione spinta del telelavoro …. Si poteva fare tutto riqualificando invece di consaumare ulteriore verde e terreno agricolo …. la contraddizione del tema Expo fatta a sistema….

Wings For Life 2014: la tecnologia (Rfid, Gps, Web) da spettacolo e diventa sport

L’organizzazione tecnologica della Wings for life 2014 (al link maggiori info e un interessante video),  rappresenta una pietra miliare di come la tecnologia può aiutare lo sport andando oltre la funzione ausiliaria e diventando essa stessa,  parte vitale dello spettacolo.
La formula della corsa è originale e resa possibile soltanto da una altissima integrazione di tecnologie globali: una corsa podistica svolta in contemporanea in 40 località diverse del globo, con un regolamento innovativo quanto avvincente.
Wings for life catcher car

Il percorso è prestabilito ma non è definita la distanza: una “Catcher car” dotata di tecnologia RFID, parte a velocità costante dopo mezz’ora dallo start, ed elimina i concorrenti raggiunti e identificati tramite il chip indossato …. facendo un inventario in tempo reale dei concorrenti ancora in gara….

catcher car cisco redbull

Un sistema di timing  sincronizzato , assegna tempi e classifica su scala globale, in un format complesso reso possibile da partnership organizzative e tecnologiche con aziende del calibro di RedBull e Cisco System.

Nella tappa Italiana ha vinto Calcaterra, qualificatosi poi quarto in classifica globale: particolarmente avvincente la fase finale trasmessa in diretta video con gli ultimi atleti rimasti in gara nel rush finale, dal maxischermo in piazza Bra, diviso in tre parti con le località dove gareggiavano gli ultimi 4 atleti rimasti in gara, da Austria, Peru e Italia.

Simpatico e interessante per il Fund Raising dell’organizzazione, la modalità “Social” del sistema di visualizzazione dei risultati dei singoli atleti su web….. andate a vederlo a questo link