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Fritto misto Mare e Monti su argomenti vari ….

Calici di vino digitale. La grande bellezza al Vinitaly di Verona

Il mondo del vino Italiano  riflette l’unicità di un territorio che non si riduce al mero paesaggio: un buon bicchiere non è fine a se stesso…. ma è l’espressione di storia cultura, territorio, persone .
Contenuti da esprimere e tutelare su scala globale…  ma come?
Oltre la comunicazione tradizionale (compresa quella web che ormai segue logiche da MAss Media), ecco il punto della situazione sulla nuova frontiera rappresentata dalle tecniche di attivazione digitale del consumatore.
Abbiamo visitato la rassegna sobri, (special thanks to Arianna Vianelli), di buon mattino, per capire lo stato dell’arte,  scoprendo alcuni interessanti progetti sui temi della tracciabilità, informazione del consumatore, lotta alla contraffazione, creazione del rapporto diretto con il cliente.
Partiamo in ordine di novità con i primi ad introdurre la tecnologia NFC in un prodotto “di serie”:

Laimburg – Factory Creative

Laimburg

Laimburg è la prima cantina ad inserire la tecnologia NFC sulle etichette del suo Sass Roà. Operazione realizzata da Factory Creative con l’obiettivo di creare un sistema più smart del Qr Code per finire su una landing page: basta avvicinare lo Smartphone (se dotato di NFC,  quindi no iPhone).
Possiamo definirla Attivazione Digitale allo stato puro, tutto il resto è delegato al web e alla fantasia del marketing del produttore. Il punto di forza di questo pensiero sta nella facilità d’uso per l’utente che non deve scaricare APP.
factorycreative.it

I-Rig

Come funzione_658

La piattaforma I-Rig combina NFC Mobile e Cloud computing con lo scopo di fornire informazioni sul prodotto e una dichiarazione di autenticità tramite il TAG che può essere apposto sulla bottiglia oppure integrato direttamente nell’etichetta. Per l’utente la possibilità di creare eventi come ad esempio lo stappo della bottiglia e di inviarli in automatico al portale del Produttore da qualsiasi luogo del mondo con dati di geolocalizzazione: lo scopo è di creare un link con il consumatore e ricavare. Il sistema è flessibile, personalizzabile e collegabile a sistemi gestionali e CRM aziendali in base alle esigenze del produttore.
www.irigworld.com

Sixtrue:

Un sistema di stampa che combina segni e Qr code rendendo impossibile ricopiare  il simbolo.  Con una APP free il consumatore riesce ad effettuare il check con i codici validati via internet. Per il produttore di vini è possibile inserire nella pagina di atterraggio della verifica, informazioni e link web, quindi attivare feedback come la localizzazione del consumatore o sistemi di engagement via web.
Il sistema ha costi di implementazione che lo rendono economicamente sostenibile anche per gli alti volumi tipici della grande distribuzione
sixtrue.com

Xolid Trevisan

Sempre in tema QR CODE, Xolid offre la possibilità di serigrafare il QR Code direttamente sulle bottiglie.
Interessante anche per inserire informazioni via Web, sul vino Sfuso servito nei ristoranti
Xolid

Rotas

roas etichette rfid nfc per vino enologia

E’ l’azienda leader nella produzione di etichette, in ogni forma e materiale,  interessante la versione NFC.
Rotas è un’azienda focalizzata sulla produzione dei supporti, per cui lascia a produttori e partner il compito di configurarne l’uso più adatto. In stand abbiamo provato l’etichetta che esprimeva un link a una landing page, quindi con valore puramente dimostrativo della tecnologia.
Potenzialmente molto interessanti le opportunità di inserire informazioni ulteriori e di meccanizzarne l’inserimento automatico in fase di produzione,  a patto ovviamente di sviluppare una App per Smartphone.
Rotas.com

QR CODE Wine
Qr code wine

Il sistema di Web System offre la personalizzazione dei QR CODE in cloud, con l’offerta di servizi integrati relativi al traffico web da essi generato.
Un sistema facile da implementare (basta fornire allo stampatore di etichette il file jpg), semplice da gestire per offrire contenuti aggiuntivi e avere i dati che Analytics mette a disposizione quando l’utente apre la pagina web generata dal QR CODE da Smartphone o Tablet. Ad esempio la provenienza geografica ma con tempo, pazienza e scaltrezza, il marketing manager del produttore può costruirsi anche interessanti statistiche o indici per conoscere in tempo reale il sell-out dei prodotti.
QR-BIZ.it

YourWineStory

yourwinestory sistema per leggere tappiYour Wine Story affida l’attivazione digitale alla lettura di un codice numerico stampato sul tappo, che va inserito in una App scaricabile free per Ios e Android.
La funzione di anticontraffazione è affidata ad una foto del tappo, che appare sullo schermo dello smartphone quando si inserisce il codice, contestualmente alle informazioni sul vino stesso e ad eventuali link per attivare programmi di Loyality e quant’altro il marketing del produttore può inventare.

Le tecnologie ci sono, basta saperle usare ed avere obiettivi chiari su quello che si desidera ottenere, per questo concludiamo segnalando un interessante format:

Fermenti Digitali

Fermenti digitali strumenti per il vino digitale

Risultato della contaminazione di esperienze tecnologiche con la  passione per il vino, Fermenti Digitali è una realtà che eroga servizi di consulenza a 360°, a partire dai contenuti.
un “ponte” tra la comunicazione tradizionale e l’integrazione con le nuove tecnologie digitali.

CONCLUDENDO:
Le tecnologie sono molteplici, ormai mature ed adatte a gestire le esigenze più varie, manca però l’attenzione dei produttori (a qualsiasi livello) che sembrano non intuire le potenzialità offerte da Mobile, Web e tecnologie di identificazione degli oggetti come QR Code e NFC.
E’ positivo che il focus dei produttori sia sulla qualità del prodotto, ma il vino è anche comunicazione delle storie e dei valori che stanno dietro alla sua produzione.
Il fatto di privilegiare mezzi di comunicazione tradizionali forse denota mancanza di cultura tecnologica di chi opera nel marketing del settore…. in fin dei conti lo testimonia proprio il grande successo di un format tradizionale come Vinitaly.

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Digital Divide Italiano….la rete fissa gestita da Telecom

Liberalizzazioni? Forse ovvero NI ….ogni cittadino dovrebbe sapere, che una cospicua fetta del canone mensile che paga all’operatore che gli fornisce servizi di connettività ADSL (e telefonia) va a Telecom …. si tratta di una dozzina di Euro al mese che l’operatore ex monopolista incassa da ogni utente per per la manutenzione e gestione della rete fissa.

Ma in realtà dove vanno a finire questi soldi? (assieme agli altri canoni e forme di ricavo “fisse” realizzate direttamente da Telecom)

Ho trovato un articolo molto interessante che racconta le vicende degli ultimi vent’anni a partire dalla privatizzazione Telecom decisa da Prodi nel 1997 …. CLICCATE QUI  e fatevi una opinione con il senno di poi sulla destinazione di questi soldi che bene o male chiunque esborsa mensilmente…

Riecco alcuni dei Capitani Coraggiosi Telecom sempre in difesa della Italianità alle Prese con  Alitalia del 2008 ….

Andrebbe  anche detto che la costruzione di detta rete in gran parte è stata già pagata dagli Italiani quando tale azienda era di proprietà dello Stato  e questi oneri dovrebbero ripagare Telecom dei costi di manutenzione e delle operazioni di ammodernamento delle linee, necessarie per un minimo di incremento della diffusione della banda larga.

Una caratteristica ormai indispensabile per lo sviluppo economico moderno di una qualsiasi area del Globo, come l’acqua, le strade, l’elettricità  un gestore della rete è necessario, anche per erogare un minimo di servizi di comunicazione vitali in zone rurali che soffrono del problema dell’ abbandono…..

Detto balzello  è invece una “palla al piede” per lo sviluppo di un vero libero mercato delle telecomunicazioni  e una spina nel fianco per  nuovi investimenti e la realizzazione di nuove progettualità, ogni volta che si parla di Nuova Italia Digitale il tema della discussione si sposta sulla rete fissa Telecom e sul suo indebitamento…. e la domanda sorge spontanea:

Questi soldi servono alla manutenzione di un bene di fatto pubblico ( anche se teoricamente privatizzato) o alla retribuzione di interessi più o meno privati?

La risposta sta nella realtà di tutti i giorni (nella velocità  delle linee che sperimentiamo quotidianamente)  o in modo più visibile nello stato in cui viene normalmente lasciata la Linea Telecom in zone rurali finchè non succede qualche guaio, blackout a causa di eventi naturali (poi tanto chi paga i danni è sempre lo stato) o qualche privato  viene danneggiato e si incavola….

Il principio che vale è che non viene effettuata manutenzione ordinaria (quella per cui paghiamo tutti il canone a Telecom)  perchè costa meno intervenire in manutenzione straordinaria, magari subappaltando il lavoro a ditte esterne …

I cavi cadenti sono quasi ad altezza d’uomo….anzi bimbo
Quando i cavi si staccano dai pali o diventano “interrati” o qualcuno se va bene li attacca ad un albero

Ma il bello non finisce qui, se hai la sfortuna che la linea passi sulla tua proprietà prima o poi ti rendi conto di come funziona il meccanismo della manutenzione straordinaria Telecom…. ma questo alla prossima puntata.

Tracciabilità delle transazioni. Restrizione delle libertà o efficace strumento per combattere l’illegalità?

La riduzione della soglia di tracciabilità del denaro contante fa discutere. Dopo tre anni di “liberalizzazione” sfrenata innescata dal limite di 12.500 Euro voluto nel 2008 da Tremonti, questa norma è il vero “motore” della lotta all’evasione e non solo. La tecnologia è ormai da tempo matura per gestire le quantità di informazioniper legate ad una tracciabilità totale.
Ne avevamo parlato tempo fa riguardo ad un interessante dispositivo da abbinare a Tablet e Smartphone  per trasformarlo in un “borsellino Elettronico”, o alle caratteristiche di alcuni nuovi smartphone che includono ad esempio un “finger Print” per l’identificazione digitale.


Non si tratta solo di una mera misura fiscale ma di una rivoluzione copernicana per migliorare l’efficienza dell’ intero sistema e la qualità della convivenza civile sulla base del principio che la libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Ed è proprio sulla libertà che si argomentano le principali obiezioni sull’inserimento di  normative di questo tipo ecco alcuni degli argomenti sostenuti dagli opposti schieramenti….

PRO:
– Il denaro contante è il canale su cui vengono concluse le transazioni di affari illegali: dalla prostituzione all’ uso di droghe, dalla corruzione all’evasione fiscale, dalle truffe ai furti. Limitarne drasticamente l’uso diventerebbe il metodo più efficace per ostacolare questi fenomeni e fornirebbe alle autorità il miglior sistema per la lotta e il controllo di qualsiasi irregolarità…
– La gestione del denaro contante ha costi altissimi (dal trasporto valori, sistemi antifurto) anche in termini sociali (danni ale persone vittime di rapine,  e il costo della repressione dei  reati contro il patrimonio) .
Aggiornamento dell’ ultima ora il duplice omicidio di Roma che ha coinvoltò papà (gestore di BAR e Money transfer) con la figlia di 9 mesi ne è purtroppo un esempio…
– La tracciabilità fornirebbe ai legislatori una migliore autonomia per poter spostare la fiscalità, dai redditi ai consumi e viceversa e abbassare drasticamente i costi di gestione della macchina burocratica statale semplificando e rendendo trasparente  il rapporto con i cittadini.

CONTRO:
–  Tracciare tutti i movimenti contabili sarebbe una forte limitazione delle libertà individuali e consentirebbe al governo o a chi può accedere ai dati, il controllo assoluto di movimenti , abitudini e in definitiva una restrizione delle libertà dei cittadini.
– Non tutti sono culturalmente pronti al pensionamento di Monete e Banconote, soprattutto le generazioni più anziane, che avrebbero grosse difficoltà nello svolgimento delle più elementari e primarie operazioni quotidiane, dal fare la spesa al pagamento delle utenze etc…
– Sarebbe l’ennesimo regalo a banche ed istituti di credito visti i costi attuali di commissioni e balzelli legati alla gestione del denaro elettronico (carte di credito, etc.. ma potrebbero diminuire con una maggiore diffusione?)

Ci sarebbe una terza via che consiste nel’ inserire un aliquota significativa su prelievi e depositi di denaro contante, trasformando il cash in una sorta di buono fiscale “prepagato” che sostituisce le altre forme di tassazione, sulla sorta dei voucher INPS che tanto successo hanno riscosso, ad esempio nella gestione di rapporti lavorativi occasionali e nei lavori stagionali. Sarebbe una sorta di tassa sull’anonimato o un metodo per semplificare la gestione di processi commerciali dove la tracciabilità diventerebbe difficile da gestire (pensiamo ai flussi di monetine ad esempio tipico di bar, piccoli esercizi o distributori automatici.

Una cosa è certa, a differenza di qualche anno fa la tecnologia c’è ed è sempre meno costosa. E sempre più diffusa:  non è solo una questione di infrastruttura,diciamo lato server ma anche di disponibilità di devices da parte dei cittadini, pensiamo ad esempio al fenomeno recente del boom di Smartphone e Tablet.
E’ vero che siamo un po’ indietro per quelo che riguarda la diffusione della larga banda, ma anche in questo la tecnologia viene in aiuto con la disponibilità di soluzioni che richiedono bassi investimenti… un tema di attualità anche pensando al recente dibattito sulla gestione delle frequenze televisive liberatesi con il digitale terrestre.

Alla luce di questi semplici ragionamenti, i vantaggi sarebbero cospicui e risolverebbero tanti dei problemi in questo momento particolare alla ribalta della cronaca quotidiana . Una soluzione mediata che tenga conto di tutti questi aspetti sembra comunque realizzabile e necessaria quanto sottoposta ad una questione di volontà politica. Una questione che comunque  dovrebbe investire un livello superiore alla sfera nazionale, quanto meno un livello europeo, e il dubbio viene spontaneo…. La classe politica è culturalmente e sufficientemente preparata per rivoluzioni di tale portata?.

Dopo la visione del mitico Fantozzi va in pensione che ne dite? Proviamo a creare un piccolo sondaggio?

Big Bang…nuovo stile digitale anche in Politica?

Si sa che tutto arriva in Italia dagli USA con qualche anno di ritardo e la poltica 2.0 non fa eccezione…. stavolta pare che ci siamo e anche  in Italia si dovrà fare i conti con chi sa usare internet non tanto come un qualsiasi nuovo media ma come strumento per coinvolgere le persone e trarre indicazioni per procedere nel suo operato, adeguandosene però alla filosofia collaborativa.

Lo sta dimostrando Matteo Renzi con il suo movimento che ha aggregato a Firenze nella  convention  denominata LEOPOLDA 2011. LEOPOLDA 2011 è  il risultato del suo movimento di opinione  saggiamente “incanalato” più come terminale delle idee dal web che come un simposio dirigenziale con cui poi fare del broadcast.

Leggere per credere,  nel sito http://www.leopolda2011.it/index.php oppure in un articolo interessante che ha colto subito la portata dell’ evento, guarda caso sul “fatto quotidiano”  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/31/il-big-bang-della-politica-digitale/167521/

Una rivoluzione copernicana insomma che sta lasciando spiazzati tutti, abituati a schemi secolari di rappresentaznza piramidale ed interpretazione delle idee spesso a solo uso e consumo dei rappresentanti.

Una rappresentanza costosa,  quella della politica,  che sta dimostrando tutti i limiti e le tensioni derivanti dai suoi costi……

Quanto costa in poltrone e prebende il consenso dei partiti tradizionali? E quanto costa in termini di competenze sprecate?

Per non parlare del costo derivante dal non utilizzo delle energie positive: il primo partito in Italia attualmente sono gli astensionisti ovvero chi non si sente coinvolto da logiche che ormai poco hanno da spartire con l’ interesse comune …. e spesso tra questi ci sono le menti più elastiche e le competenze migliori….

Cuscini modulari…..che bella idea

L’appartamento LAGO è un luogo interessantissimo perchè ci si imbatte in curiosità e nuove idee catalizzate dal team (ma sono talmente innovativi che definirli marketing è sminuirli)  della vulcanica azienda Padovana …..

Così un angolo dell’ appartamento è diventato subito la “tana” di Michele Rasore che con Mela B ha realizzato i  cuscini modulari/componibili che vedete nella foto:

A loro la descrizione del progetto……

Mx M ! , un elemento morbido e modulare per creare spazi, forme, interagire con gli arredi e soprattutto divertirsi!

Ma perché proprio dei cuscini?

I cuscini sono spesso percepiti come oggetti superflui e puramente decorativi. Al contrario, in molte culture sono presenti e sono strumento per disegnare gli spazi attorno alle funzioni dell’ospitalità, sono oggetti flessibili che aiutano le persone a rilassarsi per dare spazio alla comunicazione. Rasore e Mela B hanno creato M x M ! Soft Symphony, un’ edizione limitata di cuscini modulari che con un semplice sistema di connessione di bottoni e asole posizionate sugli angoli permettono di costruire morbide forme tridimensionali o eleganti composizioni attorno alle più svariate esigenze di spazio e styling. Unendo gli angoli dei singoli cuscini Soft Symphony potrete fare esperienza della più estrema adattabilità alle necessità di confort, creatività e praticità e sperimentare la libertà di dare spazio al gioco nella vostra vita quotidiana. Se questo non bastasse avrete inoltre un’imperdibile occasione per godere di freschi e originali design di tessuti che riescono ad unire l’inconfondibile stile italiano con la proverbiale eccentricità d’oltremanica.

Lunga vita ad M x M !

M x M ! Soft Symphony

funzione: Modular Soft Furnishing

dimensioni: 20 cm X 20 cm X 10 cm or 40 cm X 40 cm X 15 cm

materiali: Cotone, Lino, Velluto

Mela B,  Stylist and Textile designer, vive e lavora a Londra. Ha illustrato il Calendario Lago nel 2007 e l’inserto “Have a coffee break” nel Lago Kitchen Catalogo nel 2010.

http://www.melab.co.uk

RASORE, Graphic Designer e Art Director si e’ laureato nel 2006 presso il Central Saint Martins College of Art and Design e ha aperto il suo studio di comunicazione visiva nel 2009.

Gli piace vivere a Londra.

www.rasore.co.uk

Ecoincentivi: ennesima speculazione sulla pelle di tutti.

Massimo Mucchetti dalle colonne del Corriere mette il dito sull’ennesima piaga della speculazione internazionale abilissima a sfruttare ogni spazio lasciato dalle inerzie della gestione del pubblico.
E’ il caso degli ecoincentivi che a carico della collettività stanno drogando il mercato delle energie rinnovabili.
Questo comporterà il solito business per pochi nel breve periodo a danno degli operatori seri e di politiche lungimiranti, vi rimando comunque all’articolo…..

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/11_febbraio_15/pioggia-incentivi-solari_a1dd12d2-38e5-11e0-8e8c-58f8c06c30d0.shtml

Banda ultra-larga: che farne in un paese che fa fatica ad utilizzare i 600k di Telecom?

E’ la domanda che si sono fatti al Vega, il Parco Scientifico di Venezia diretto dal vulcanico Michele Vianello che ha organizzato un concorso per premiare l’idea migliore: ha vinto un giovane ingegnere di 26 anni con un interesssante progetto di virtualizzazione dei desktop. Un modo per ottimizzare e gestire meglio le risorse informatiche che lasciamo descrivere dall’ articolo realizzato da Wired . Ma ci piace pensare ancora più avanti ad un modello (utopia in un paese che non riesce a fornire ancora l’ADSL in zone industrializzate) di sviluppo in cui per lavoro si muovono i bit e non le persone.