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Tracciabilità delle transazioni. Restrizione delle libertà o efficace strumento per combattere l’illegalità?

La riduzione della soglia di tracciabilità del denaro contante fa discutere. Dopo tre anni di “liberalizzazione” sfrenata innescata dal limite di 12.500 Euro voluto nel 2008 da Tremonti, questa norma è il vero “motore” della lotta all’evasione e non solo. La tecnologia è ormai da tempo matura per gestire le quantità di informazioniper legate ad una tracciabilità totale.
Ne avevamo parlato tempo fa riguardo ad un interessante dispositivo da abbinare a Tablet e Smartphone  per trasformarlo in un “borsellino Elettronico”, o alle caratteristiche di alcuni nuovi smartphone che includono ad esempio un “finger Print” per l’identificazione digitale.


Non si tratta solo di una mera misura fiscale ma di una rivoluzione copernicana per migliorare l’efficienza dell’ intero sistema e la qualità della convivenza civile sulla base del principio che la libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Ed è proprio sulla libertà che si argomentano le principali obiezioni sull’inserimento di  normative di questo tipo ecco alcuni degli argomenti sostenuti dagli opposti schieramenti….

PRO:
– Il denaro contante è il canale su cui vengono concluse le transazioni di affari illegali: dalla prostituzione all’ uso di droghe, dalla corruzione all’evasione fiscale, dalle truffe ai furti. Limitarne drasticamente l’uso diventerebbe il metodo più efficace per ostacolare questi fenomeni e fornirebbe alle autorità il miglior sistema per la lotta e il controllo di qualsiasi irregolarità…
– La gestione del denaro contante ha costi altissimi (dal trasporto valori, sistemi antifurto) anche in termini sociali (danni ale persone vittime di rapine,  e il costo della repressione dei  reati contro il patrimonio) .
Aggiornamento dell’ ultima ora il duplice omicidio di Roma che ha coinvoltò papà (gestore di BAR e Money transfer) con la figlia di 9 mesi ne è purtroppo un esempio…
– La tracciabilità fornirebbe ai legislatori una migliore autonomia per poter spostare la fiscalità, dai redditi ai consumi e viceversa e abbassare drasticamente i costi di gestione della macchina burocratica statale semplificando e rendendo trasparente  il rapporto con i cittadini.

CONTRO:
–  Tracciare tutti i movimenti contabili sarebbe una forte limitazione delle libertà individuali e consentirebbe al governo o a chi può accedere ai dati, il controllo assoluto di movimenti , abitudini e in definitiva una restrizione delle libertà dei cittadini.
– Non tutti sono culturalmente pronti al pensionamento di Monete e Banconote, soprattutto le generazioni più anziane, che avrebbero grosse difficoltà nello svolgimento delle più elementari e primarie operazioni quotidiane, dal fare la spesa al pagamento delle utenze etc…
– Sarebbe l’ennesimo regalo a banche ed istituti di credito visti i costi attuali di commissioni e balzelli legati alla gestione del denaro elettronico (carte di credito, etc.. ma potrebbero diminuire con una maggiore diffusione?)

Ci sarebbe una terza via che consiste nel’ inserire un aliquota significativa su prelievi e depositi di denaro contante, trasformando il cash in una sorta di buono fiscale “prepagato” che sostituisce le altre forme di tassazione, sulla sorta dei voucher INPS che tanto successo hanno riscosso, ad esempio nella gestione di rapporti lavorativi occasionali e nei lavori stagionali. Sarebbe una sorta di tassa sull’anonimato o un metodo per semplificare la gestione di processi commerciali dove la tracciabilità diventerebbe difficile da gestire (pensiamo ai flussi di monetine ad esempio tipico di bar, piccoli esercizi o distributori automatici.

Una cosa è certa, a differenza di qualche anno fa la tecnologia c’è ed è sempre meno costosa. E sempre più diffusa:  non è solo una questione di infrastruttura,diciamo lato server ma anche di disponibilità di devices da parte dei cittadini, pensiamo ad esempio al fenomeno recente del boom di Smartphone e Tablet.
E’ vero che siamo un po’ indietro per quelo che riguarda la diffusione della larga banda, ma anche in questo la tecnologia viene in aiuto con la disponibilità di soluzioni che richiedono bassi investimenti… un tema di attualità anche pensando al recente dibattito sulla gestione delle frequenze televisive liberatesi con il digitale terrestre.

Alla luce di questi semplici ragionamenti, i vantaggi sarebbero cospicui e risolverebbero tanti dei problemi in questo momento particolare alla ribalta della cronaca quotidiana . Una soluzione mediata che tenga conto di tutti questi aspetti sembra comunque realizzabile e necessaria quanto sottoposta ad una questione di volontà politica. Una questione che comunque  dovrebbe investire un livello superiore alla sfera nazionale, quanto meno un livello europeo, e il dubbio viene spontaneo…. La classe politica è culturalmente e sufficientemente preparata per rivoluzioni di tale portata?.

Dopo la visione del mitico Fantozzi va in pensione che ne dite? Proviamo a creare un piccolo sondaggio?

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Banconote anno zero?

E’ da un po’ che aspettavo questa nuova chicca tecnologica….. sembra una banalità ma dietro a questa innovazione si potrebbero nascondere grandi mutamenti economici e sociali. Il Chip abbinato a un account e a uno smartphone o a un tablet consente di trasformare questo dispositivo in un borsellino elettronico. E’ la fine delle transazioni anonime garantite dalle banconote? non sarebbe poi un male anzi, potrebbe essere il via a un mutamento delle politiche fiscali, verso forme facili da gestire basate sulle transazioni e con un maggior controllo dei redditi.

SCENARI

Non dimentichiamo che l’illegalità e tanti crimini comuni dagli scippi ai furti, dallo spaccio alla prostituzione, dalla corruzzione all’evasione fiscale “girano” attorno al denaro contante….

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